- REVIEW PARTY - SULLE TRACCE DI JACK LO SQUARTATORE di Kerri Maniscalco

Ben trovati amici! 

E' arrivato il momento di parlarvi con più attenzione del primo libro della saga di Kerri Maniscalco.

Parliamo di Sulle tracce di Jack lo Squartatore, e direi di andare subito al libro e alla recensione.

Nome: Sulle tracce di Jack lo Squartatore (Stalking Jack the Ripper #1)
Autrice: Kerri Maniscalco
Casa editrice: Mondadori (Oscar Vault)
Pagine: 372
Prezzo: 22,00 €
Data di uscita: 15 settembre 2020

È stata cresciuta per essere la perfetta dama dell’alta società vittoriana, ma Audrey Rose Wadsworth vede il proprio futuro in modo molto diverso. Dopo aver perso l’amatissima madre, è decisa a comprendere la natura della morte e i suoi meccanismi. Così abbandona l’ago da ricamo per impugnare un bisturi da autopsia, e in segreto inizia a studiare Medicina legale. Presto viene coinvolta nelle indagini sull’assassino seriale noto come Jack lo Squartatore e, con orrore, si rende conto che la ricerca di indizi la porta molto più vicina al suo mondo ovattato di quanto avrebbe mai creduto possibile.

Ispirato agli efferati crimini irrisolti che hanno insanguinato la Londra di fine Ottocento, lo strabiliante romanzo d’esordio di Kerri Maniscalco tesse un racconto ricco di atmosfera che intreccia bellezza e oscurità, in cui una ragazza vittoriana molto moderna scopre che non sempre i segreti che vengono sepolti lo rimangono per sempre.

Bene, partiamo dall'inizio.
Partiamo da un bisturi. Incisione preliminare, come si chiama il primo capitolo.
L'inizio di questo libro per me è stato strepitoso.
Mi sono sempre sentita attratta dalla medicina e dalla scienza del corpo umano, anche se per la mia carriera ho scelto una strada diversa (anche se non troppo). I primi capitoli di questo libro sono stati magnetici per me.
Medicina legale, dissezioni, toraci aperti... tutto per capire qual è stata la causa della morte di ignare persone che non sapevano di star vivendo i loro ultimi istanti di vita.


Così conosciamo Audrey Rose Wadsworth, giovane nobile della Londra di fine '800, che per hobby passa il suo tempo nel laboratorio di suo zio Jonathan, assistendolo nel suo mestiere di dissezionatore di cadaveri. 
E già questo è figo.
Dobbiamo rincarare la dose di figaggine? 
No problem, arriva il signor Thomas Cresswell in nostro aiuto.

Thomas è uno sfacciato quanto ammaliante studente di medicina, anche lui nel laboratorio di Jonathan per apprendere il mestiere. 
Sveglio, spigliato, bello e consapevole di esserlo, sempre con la battutina pronta, pronto a punzecchiare sul nervo scoperto con la sua incredibile faccia da schiaffi.

Sono stata combattuta per molto tempo, prima di capire se amassi questo personaggio oppure se mi urtasse ad ogni singola parola che pronunciava. Lui e la sua faccia tosta impertinente... A fine libro però, devo dire che la moneta è caduta sul lato della simpatia per questo personaggio, che aggiunge un po' di pepe all'etichetta e al rigore che invece Audrey Rose cerca costantemente (anche se con poco successo) di rispettare. C'è da dire, però, che in alcuni passaggi, la Maniscalco ha fatto pronunciare a Thomas delle frasi così artefatte e costruite da farmi rizzare i peli sulle braccia, come con lo stridio di una forchetta su un piatto. Però alla fine lo si perdona. Si perdona tutto, a Thomas.

Tornando alla trama, Thomas ed Audrey vengono coinvolti, mediante lo zio Jonathan, nelle indagini che la polizia di Scotland Yard sta conducendo in seguito al 
ritrovamento del corpo di una donna, sventrata e privata di alcuni organi interni.
Come sappiamo dalla reale storia di Jack lo Squartatore (cui il libro si atterrà molto fedelmente), quell'omicidio non resterà isolato, e quando zio Jonathan si troverà ad affrontare delle circostanze a dir poco spiacevoli, i due giovani ragazzi inizieranno da soli a indagare su queste tragiche morti scoprendo, a loro discapito, inquietanti dettagli che collegano ognuna delle donne assassinate, in un modo o in un altro... proprio alla nostra Audrey Rose.
ZAN ZAN!
E adesso passiamo ai pro e ai contro di questo romanzo.
Fin da subito la Maniscalco porta all'attenzione del lettore un tema molto importante (quanto ormai mainstream), ovvero il tema del femminismo. Audrey Rose conduce la sua attività di svago in gran segreto e di nascosto dal dispotico padre, Lord Edmund Wadsworth, che pur di proteggere sua figlia dai pericoli della vita (visibili e non), la rinchiuderebbe in camera sua (o per usare un'espressione del libro, nella sua gabbia dorata) per tutta la vita. A questa iperprotetittività Audrey Rose si ribella più volte, e non solo, lo fa conducendo attività che non si addicono ad "una lady che si rispetti". 

«Le fanciulle dovrebbero interessarsi ai merletti, non alle disgrazie».

Bramavo il giorno in cui le ragazze avrebbero potuto truccarsi e indossare abiti di pizzo – o non truccarsi affatto e uscire con un sacco di iuta, se lo preferivano – per recarsi al lavoro dei propri sogni senza essere giudicate inappropriate. 

Ho molto apprezzato questo aspetto del libro;  ho trovato giusto affrontare delle questioni così delicate ed educare gli adolescenti (pubblico a cui questa saga principalmente si rivolge) ad esorcizzare questa convenzione sociale per cui una donna non dovrebbe svolgere una qualsiasi attività le interessi  solo perchè considerata "da uomini", per dedicarsi invece ad occupazioni frivole e leggere

«Non capisci perché sono tanto sconvolto, eh? Be’, forse perché mia sorella non riesce proprio a rimanere in casa come una ragazza normale e rispettabile!»

Quelle parole mi lasciarono senza fiato. Perché dovevo per forza essere docile e rispettabile, o curiosa e disgraziata? Io ero una ragazza rispettabile, anche se dedicavo il tempo libero a studiare teorie scientifiche e a dissezionare morti.

Forse si potrebbe avere l'impressione, però, che tutta questa attenzione sia un tantino anacronistica, considerando il periodo storico in cui queste vicende si collocano. Effettivamente non si poneva grande attenzione a quello che le donne volessero e non potessero fare nel 1800, non si parlava ancora di emancipazione femminile (ahinnoi); però, superato questo pensiero, non si può che apprezzare l'intento della Maniscalco di creare un personaggio ribelle, intelligente e curioso, pur vestito di pizzo e merletti.

Eppure, questo libro non è tutto rose e fiori. Diversi aspetti non sono stati sviluppati appropriatamente, dal mio punto di vista. A partire dal fatto che, come romanzo giallo-thriller, c'è una forte carenza nello sviluppo investigativo, carenza che fa perdere molti punti all'intero libro. Se in più ci aggiungiamo il fatto che sia riuscita a capire chi si nascondesse dietro la figura di Jack già a metà libro (e considerando che potrei benissimo perdere una partita a Cluedo perfino con un criceto), definirei il lato giallo di questo romanzo alquanto scarso e mediocre.

Questo ha fatto sì che la seconda parte del romanzo per me sia stata un pelino "noiosa". Sapevo già come sarebbe andata a finire l'indagine, e ciò ha fatto si che prendessi anche in antipatia Audrey Rose per la insensatezza delle cose che diceva e delle tesi che portava avanti, senza rendersi conto che lo Squartatore... basta, mi taccio.

Io all'ennesimo "Adesso ho capito chi è Jack lo Squartatore" di Audrey Rose

Ma non è questo l'aspetto peggiore. Nonostante avessi intuito molto presto il colpevole, alla fine il finale è riuscito anche a sorprendermi... in negativo. Non mi esprimerò più del dovuto a riguardo, ovviamente, per non fare spoiler. Posso solo dire che è stata la degna conclusione di un'indagine che non stava né in cielo né in terra. Però, ripeto, è stato in grado di stupirmi molto più di quanto mi sarei aspettata e, anche se non come avrei voluto, bisogna darne adito.

Per quanto riguarda la valutazione, ho voluto arrotondare il voto per eccesso; è pur sempre il primo libro di una saga di quattro, oltre che il primo libro scritto da una scrittrice che, a detta di chi ha letto tutti e quattro i volumi in lingua, è stata in grado di evolvere e crescere insieme alla saga e ai personaggi, e questo lo devo e voglio tenere in considerazione.

Quindi, cara Kerri, ti sto dando fiducia, non deludermi!





Come sempre, vi inviamo un super abbraccione


Disclaimer: partecipando a questo, come ad altri, eventi per review party o blog tour, la casa editrice è stata così gentile da concederci di leggere questo volume in anteprima, per il qual motivo ringraziamo di vero cuore la Oscar Vault.

Nonostante ciò, questa recensione (così come tutte le altre presenti all'interno del nostro blog), è affrontata in maniera soggettiva e imparziale, contenendo le nostre più sincere impressioni e sensazioni sulla lettura.

Speriamo possano esservi di spunto come argomento di dialogo per un costruttivo scambio di opinioni.

Se vi va, sapete dove trovarci!

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