Buongiorno amici lettori, eccoci giunti ad una nuova recensione di un libro che ha segnato l’esordio di una giovane e talentuosa scrittrice di origine cinese…stiamo parlando di Rebecca F. Kuang (classe ’96!!!)
Il suo ingresso nel mondo letterario è avvenuto tramite “La guerra dei papaveri” (The Poppy War) nel 2018, un grimdark fantasy che abbiamo avuto la possibilità di gustare in anteprima, con traduzione ed edizione a cura della Oscar Vault. Se siete amanti della cultura orientale, del “girl power”, dei miti e delle leggende, e della cruda verità senza veli o censure, allora continuate a leggere e magari potrete scoprire una nuova lettura che vi terrà col fiato sospeso!

Il mondo creato dalla Kuang è palesemente ispirato alla geografia e alle tradizioni orientali. Il Nikan, dove si svolge gran parte delle vicende, è un territorio frammentato e diviso in province comandate ognuna da un Signore della Guerra, tutti diffidenti tra loro e riuniti solo sotto il formale dominio dell’imperatrice Su Daji. Le province del Nikan sono sempre state in conflitto interno tra loro e il paese è storicamente in conflitto con l’isola di Mugen, con la quale ha disputato le Guerre dei papaveri e da cui ne è uscito vincitore.